ORA RILASSATI…SEI DAL TUO DENTISTA. AL VIA LA SEDAZIONE COSCIENTE

L’odontofobia, o paura del dentista, è una delle psicosi più diffuse; infatti i pazienti, quando si recano dal dentista, hanno paura o per lo meno provano uno stato d’ansia, d’agitazione e di angoscia.
Indipendentemente dal tipo di intervento che si deve effettuare, il paziente ansioso è un soggetto poco collaborante, motivo per il quale lo Studio Telesca mette a disposizione dei pazienti più “fifoni” e dei più piccoli, il Master Flux Plus della TecnoGaz, l’ultimo arrivato in termini di ricchezza tecnologica che lo studio offre a tutti i suoi pazienti. Questo macchinario di ultima generazione è utilizzato per la sedazione cosciente che si ottiene per via inalatoria, attraverso una miscela di ossigeno e protossido d’azoto, inalati attraverso una mascherina di gomma indossata dal paziente che lascia la bocca libera al lavoro dell’odontoiatra. L’inalazione di questa miscela induce nel paziente una piacevole sensazione di rilassamento psichico fisico, senza eliminarne la possibilità di collaborazione attiva; noto anche come gas esilarante per la sua attività euforizzante, ha effetto immediato e infonde un senso di rilassatezza e benessere totale, nonché diminuzione della sensibilità al dolore, pur mantenendo vigili tutti i riflessi. Questo stato terminerà dopo qualche minuto dalla fine della somministrazione delle cure, permettendo al paziente di ritornare ai propri impegni e rimettersi anche alla guida della propria macchina in totale sicurezza. Questa tecnica è indicata in un vasto campo d’applicazioni: dalla semplice ablazione del tartaro, alla conservativa, all’estrazione, e anche nei casi più complessi di chirurgia orale o implantare.

Che aspetto ha un paziente e come si sente nella fase di analgesia con protossido d’azoto?
L’espressione del viso è quella di un individuo cosciente e la a respirazione è normale e tranquilla, i muscoli sono rilassati. Le pupille sono normali e si contraggono normalmente alla luce. La frequenza del polso è normale, come lo è la sua pressione sanguigna e il colorito della pelle. Poiché si sta curando un paziente cosciente, la sua reazione, verbale o fisica, sarà indicatrice del suo stato. Benché il paziente sotto analgesia sia cosciente, egli non è del tutto sveglio. A dispetto di sé, egli comincia a provare un senso di rilassamento, di benessere, di sicurezza, di euforia. Nella fase più profonda dell’analgesia scompare il dolore, ma è sempre presente la consapevolezza del tatto e della pressione. I suoni giungono al paziente in modo chiaro, ma più lontano. Un sottofondo di musica melodica ad un volume non troppo alto è gradito e lo aiuta ad estraniarsi. Altri fattori molto importanti, specie per chi tratta bambini sono un alterato senso del tempo, che fa sì che il paziente sia convinto, alla fine del trattamento, di essere rimasto sotto sedazione per un tempo molto più breve della realtà, e una amnesia agli eventi sgradevoli. Pertanto anche se è successo che il paziente abbia, per un attimo, sentito dolore, non se ne ricorderà finito l’intervento e non perderemo la sua collaborazione faticosamente costruita.


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